Ultrasuoni: cosa sono e come vengono impiegati

da Redazione Iunoy,

Gli ultrasuoni sono onde acustiche con frequenze superiori ai 20 kHz (20.000 Hertz), la massima frequenza udibile dall’orecchio umano (da cui il nome).

Tali onde vengono generate sollecitando un quarzo con un campo elettrico di cui si inverte periodicamente la polarità: per effetto del campo elettromagnetico che si crea, il quarzo si comprime ed espande, generando delle vibrazioni meccaniche che provocano le onde acustiche degli ultrasuoni.

Penetrando in un sistema biologico, l’irradiazione ultrasonora produce un effetto pulsante meccanico (micro-massaggio) ed un effetto termico che, sommandosi, facilitano ed esaltano gli scambi cellulari ed intracellulari.

Per sistema biologico si intende un tendine, un muscolo o un osso. La cessione di energia viene convertita in calore, le cui proprietà terapeutiche sono ben note da secoli.

L’utilizzo maggiore del trattamento degli ultrasuoni viene impiegato nel campo dell’ortopedia.

In cosa consiste il trattamento?

Esistono due tipi di applicazione: trattamento a contatto diretto e indiretto

Trattamento a contatto diretto

È il metodo più utilizzato. Sulla zona da trattare e sulla testina dell’apparecchio viene spalmato un gel che fa da conduttore e permette una migliore trasmissione delle vibrazioni sonore, mentre la testina viene spostata con un movimento rotatorio o di “va e vieni” molto lento, sempre a contatto con la cute.

In alternativa, qualora la zona da trattare sia ben definita, piccola e circoscritta, che non permette il suddetto movimento, è possibile erogare gli ultrasuoni a intermittenza, con pause di circa 1 secondo, permettendo di mantenere ferma, ed eventualmente anche di fissare la testina sulla zona da trattare.

I tempi di applicazione variano da 5 a 10 minuti.

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Trattamento a contatto indiretto

Il trattamento a contatto indiretto, chiamato anche “a immersione”, si realizza invece in acqua.

La parte da trattare viene immersa in acqua tiepida (intorno ai 37 gradi centigradi) contenuta in una bacinella.

La testina viene tenuta distante dalla cute 1cm circa e l’erogazione in questo caso è in genere di 3 watt/cm2.

Questa modalità è particolarmente adatta quando le aree da trattare sono molto piccole e circoscritte come gomiti, malleoli, mani.

Infatti è utilizzata solitamente per mani e piedi.

Pertanto può essere usata in caso di epicondiliti, epitrocleiti, artrosi alle mani e ai piedi, contusioni e distorsioni con edemi a livelli di tali distretti.

Se la temperatura dell’acqua scende, si perde l’efficacia della terapia.

I tempi di applicazione variano da 10 a 15 minuti.

Che funzioni hanno gli ultrasuoni?

Gli ultrasuoni hanno un effetto:

  • antalgico (contro il dolore)
  • antiedemigeno, ovvero contro il gonfiore (poiché permettono di muovere il liquido all’interno dei tessuti biologici
  • fibrinolitico (contro le aderenze tessutali e per riallineare le fibre di collagene
  • di bio-stimolazione cellulare
  • di azione rilassante nei confronti delle strutture muscolari

ultrasuoni

Per quali patologie sono più indicati gli ultrasuoni?

Possono essere dunque utilizzati per le seguenti patologie:

  • tendinopatie inserzionali
  • sciatalgie
  • tendiniti
  • tendinosi
  • tenosinoviti, epicondiliti ed epitrocleiti
  • sindrome da impengement (conflitto sub-acromiale della spalla)
  • forme artrosiche
  • di Dupuytren
  • cicatrici ad evoluzione cheloidea
  • edemi, contusioni, distorsioni

È tuttavia da precisare che la reale efficacia degli ultrasuoni è legata a molteplici fattori non sempre quantificabili, come:

  • il numero e la frequenza di applicazione
  • le frequenze delle onde ultrasoniche in gioco
  • la correttezza della modalità di applicazione

Si deduce pertanto che gli ultrasuoni da soli non sempre riescono a garantire grandi risultati. Spesso è quindi necessario associarli ad altre terapie ed avere molta pazienza. L’effetto tempo è determinante per una guarigione.

Quanto dura il trattamento?

L’erogazione in genere dipende dalla dimensione della zona da trattare.

Generalmente si usano intensità di 3watt/cm2, o superiore, se si trattano zone ampie e profonde come il muscolo quadricipite, gluteo, deltoide; 1-2watt/cm2 per quelli più superficiali e di dimensioni minori come ad es. tendine d’achille.

Si iniziano le prime sedute con piccole dosi per poi aumentare gradualmente.

La durata delle applicazioni varia da 10 a 15 minuti.

ultrasuoni

Quali sono le controindicazioni?

Esistono alcune condizioni  dove gli ultrasuoni sono controindicati

  • nei casi  di miocardiopatie e in presenza di pacemaker
  • in prossimità del midollo osseo (apofisi spinose vertebrali)
  • nelle articolazioni con epifesi fertili (ovvero nei bambini in fase di accrescimento)
  • neoplasie e tromboflebiti
  • in vicinanza di organi sessuali
  • osteoporosi
  • vene varicose
  • arteriopatie
  • emorragie o mestruazioni

 

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