Tallonite: tutto quello che devi sapere

da Redazione Iunoy,

TALLONITE: INTRODUZIONE

Cominciamo col dire una cosa abbastanza “scontata”: la tallonite è una condizione dolorosa a carico del tallone.

La tallonite, conosciuta anche come tallodinia,  è una patologia molto diffusa tra chi pratica sport a causa delle frequenti sollecitazioni a cui i loro piedi sono sottoposti.

Le stesse, infatti, si trasformano in micro-traumi che, alla lunga, generano infiammazioni e fratture da stress al piede, ma non solo.

Infatti, in molti casi, si creano delle lesioni che possono alterare, se non si pone rimedio, la funzionalità del piede e dei tendini.

La tallonite può essere unilaterale o bilaterale, a seconda del fatto che si presenti su uno o entrambi i piedi, e può essere l’artefice di una importante invalidità. Per fortuna, temporanea se la si cura adeguatamente.

Come anticipato, è una patologia frequente tra gli sportivi. In particolare, tra chi pratica running, calcio, rugby, pallavolo, basket.

In genere, in tutte quelle situazioni in cui i movimenti sono intensi e stressanti a causa dell’impatto con il suolo.

[Leggi anche: Fascite Plantare]

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TALLONITE: LE CAUSE

Vediamo più nel dettaglio quali possono essere le cause della tallonite.

Innanzitutto, diciamo che gli aspetti da considerare possono essere diversi: si va dalle scarpe, che spesso non son adeguate, alla ricerca di patologie connesse, anche di carattere traumatico.

Allo stesso modo, la tallonite (dolore sotto-calcaneare) può essere la conseguenza di problematiche neurologiche, metaboliche o congenite, che a loro volta possono colpire le parti molli (tendiniti, borsiti, infiammazioni tendinee, fasciti) o quelle ossee (fratture da stress, spina calcaneare, artrosi astragalo calcaneare o più raramente tumori).

Tra la cause principali:

  • Calzatura sbagliate (es. tacchi alti, scarpe antinfortunistiche)
  • Attività sportiva intensa o eccessiva per le proprie possibilità fisiche
  • Comportamento posturale sbagliato
  • Obesità e Sovrappeso
  • Malattie metaboliche (es. gotta*)
  • Malattie reumatiche (spondilite anchilosante, psoriasi, artrite reumatoide, etc.)
  • Artrosi e patologie reumatiche

[*patologia in cui un aumento della produzione di acido urico, o una sua diminuita escrezione, è all’origine di un progressivo accumulo di cristalli di acido urico, accumulo che provoca dolorose infiammazioni a livello articolare]

Una delle cause può essere anche la borsite del calcagno, ovvero un’infiammazione a carico delle borse sierose retrocalcaneari o sottocutanee (strutture periferiche del tendine).

La borsite, a sua volta, può essere causata da problemi anatomici come la spina calcaneare o il piede cavo, o sorgere a seguito di allenamenti sbagliati sia sotto il profilo quantitativo (eccessivo sforzo) che qualitativo (esercizi sbagliati).

La tallonite può essere altresì la conseguenza della fascite plantare, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo, o di una tendinopatia inserzionale.

La tendinopatia è la condizione clinica che coinvolge il tendine o le parti immediatamente adiacenti, e che si manifesta per colpa di un abuso di carico o di altre condizioni.

In questa circostanza, l’abuso di carico si ha nella zona calcaneare.

Tallonite

TALLONITE: CON QUALI SINTOMI SI PRESENTA

Come anticipato, è innanzitutto una stato doloroso a carico del tallone, il quale viene anche definito talalgia plantare o tallodinia, oppure dolore calcaneare.

Leggi anche:   Piede cavo: sai di cosa si tratta?

È una sintomatologia che può essere più o meno intensa; che può interessare uno o due piedi, ma più di frequente si ha su entrambi; e inoltre può essere aggravata dalla presenza di una spina calcaneare, di cui abbiamo parlato qui.

Il dolore si avverte principalmente al mattino, non appena si appoggiano i piedi per terra. Di solito, si attenua con i primi movimenti, ma poi si ripresenta durante la giornata.

Si può risolvere nel giro di poche settimane, anche se in alcuni casi si cronicizza dando disturbi che possono comparire a intermittenza.

TALLONITE: DIAGNOSI E TERAPIA

Come sempre, la cosa migliore da fare consiste in un adeguato monitoraggio del problema e nel fissare una visita specialistica qualora il problema non scomparisse.

In questo modo, si possono rintracciare le cause alla base del dolore al tallone. È importante agire tempestivamente così da scongiurare peggioramenti e paraformismi compensativi (si hanno quando il corpo reagisce adottando una postura scorretta, per limitare il dolore).

Chi viene colpito da tallonite, infatti, tende a caricare meno il piede dolente modificando la sua postura e deambulazione, ma ponendo le basi per un problema nuovo (es. lombalgia).
A lungo andare, tali compensazioni sono la causa di problemi seri ad altre parti del corpo (colonna vertebrale, bacino o ginocchia).
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Se si ha a che fare con talloniti comuni, il riposo e la sospensione della pratica sportiva sono il rimedio più efficace, poiché si smette di sollecitare e stressare il tallone più del dovuto. Nel giro di 10-15 giorni, la tallonite di solito sparisce.
Se la causa è una fascite plantare, sono allora consigliati esercizi di stretching a beneficio della fascia plantare, del polpaccio e del tendine di Achille.
Si interviene chirurgicamente in quei casi in cui la fascite plantare è particolarmente avanzata e i rimedi naturali non hanno dato risultati soddisfacenti. A questo seguirà un periodo di riabilitazione.
Se la causa è invece una borsite, bisognerà indagare la natura del problema: se anatomico, si dovrà intervenire chirurgicamente;
Qualora la tallonite fosse dovuta a una borsite, sarà necessario capire la natura del problema:
  • se di tipo anatomico, è probabile che si dovrà intervenire chirurgicamente
  • se legata all’uso di scarpe non adatte o allenamenti sbagliati (sforzi eccessivi, ecc.), basterà riposare per un po’ e, ovviamente, apportare delle modifiche sia alle calzature che ai programmi di allenamento

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