Stiramento muscolare: prevenzione e cura

da Redazione Iunoy,

Lo stiramento muscolare, chiamato anche elongazione muscolare, è una lesione di media entità che altera il normale tono muscolare.

Parlando di gravità di lesione, si può collocare tra una contrattura e uno strappo muscolare.

Stiramento muscolare: cause

Lo stiramento e’ piuttosto comune in ambito sportivo ed é causato da un allungamento eccessivo delle fibre muscolari.

Lo stiramento puó avere luogo in situazioni piú svariate tra cui:

  • mancanza di riscaldamento generale e specifico
  • preparazione fisica non idonea
  • movimenti bruschi e violenti
  • problemi articolari, squilibri postural e mancanza di coordinazione
  • condizioni ambientali avverse
  • microtraumi ripetuti
  • abbigliamento e calzature non idonei
  • recupero insufficiente dopo un precedente sforzo atletico.

Stiramento muscolare: sintomi

Lo stiramento si differenzia dalla contrattura per il suo dolore acuto e improvviso seguito da uno spasmo muscolare.

Sebbene il dolore sia sopportablile e non pregiudica la continuazione dell’attivitá, tuttavia continuando la pratica si rischia un aggravio della condizione che puo’ degenerare in uno strappo.

Si consiglia pertanto di fermarsi il prima possibile anche se il dolore che si avverte possa apparire lieve.

Stiramento muscolare: trattamenti

Riposo

L’unica terapia effettiva consiste nel lasciare il muscolo leso a riposo.

L’interruzione dell’attivita’ per un periodo compreso tra le 2 o 3 settimane e’ fondamentale per evitare che possa causare eventuali aggravazioni.

In generale sarà necessario reintrodurre la parte lesa all’esercizio fisico in modo graduale e con un particolare attenzione alla fase di riscaldamento.

R.I.C.E.

È consigliata l’immediata applicazione del R.I.C.E., un protocollo che si utilizza in casi di lesioni acute per arginare la reazione infiammatoria in caso di infortunio ed evitare che essa prenda il sopravvento. Si tratta di un acronimo inglese con il seguente significato:

  • Rest  (riposo)  –  di cui abbiamo parlato nel primo punto
  • Ice  (ghiaccio)  –  applicazione immediata di ghiaccio per periodi di 20-30 minuti ogni ora, per le successive 4 ore dal trauma coprendo un’ampia zona circostante l’area infiammata.
  • Compression  (compressione)  –  ovvero pressione dell’impacco di ghiaccio sulla parte infiammata e fasciatura negli intervalli tra un impacco e l’altro. La compressione, deve continuare per almeno le 24-48 ore successive all’infortunio.
  • Elevation  (elevazione)  –  si raccomanda di mantenere la parte infiammata al di sopra del livello del cuore, così da favorire il ritorno venoso ed evitare ulteriori accumuli di sangue.

Stretching

La pratica dello stretching potrebbe essere utile quanto pericolosa se non eseguito in modo corretto.

È pertanto necessario in questo caso affidarsi ad un terapeuta qualificato.

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Diagnosi e terapie fisiche

In alcuni casi una visita specialistica potrebbe essere utile per verificare che non ci siano lesioni muscolari.

Il medico potrebbe ritenere opportuno prescrivere antinfiammatori o rilassanti per velocizzare la guarigione.

Esistono inoltre terapie fisiche che possono aiutare allo scopo:

TENS: una tecnica che consiste nell’applicazione sulla cute di lievi impulsi elettrici, che attivano fibre nervose di grosso diametro riducendo la percezione del del dolore

Ultrasuoni: l’irradiazione ultrasonora produce un effetto pulsante meccanico (micro-massaggio)ed un effetto termico che, sommandosi, facilitano ed esaltano gli scambi cellulari ed intracellulari. Il loro effetto é quello di alleviare il dolore.

Tercarterapia: una tecnica innovativa basata sulla stimolazione e il rafforzamento delle capacità riparative dei tessuti mediante l’ipertermia profonda.

Prevenzione

Le lesioni muscolari di ogni tipo, incluso gli stiramenti, possono sempre essere prevenute osservando alcune regole comportamentali tra cui:

  • eseguire sempre un riscaldamento generale e specifico della muscolatura che si va ad utilizzare durante l’allenamento
  • conoscere le proprie capacità e i propri limiti e assicurarsi di essere nelle condizioni fisiche idonee per sostenere lo sforzo
  • correggere eventuali squilibri muscolari e posturali
  • valutare attentamente la praticabilità del terreno di gioco
  • scegliere un abbigliamento adatto all’ambiente in cui si esercita l’attività e alle temperature: coprirsi per bene nei mesi invernali e, se necessario, utilizzate pomate specifiche durante la fase di riscaldamento
  • eseguire sempre esercizi di allungamento per migliorare l’elasticità e la flessibilità muscolare sia in fase preparatoria che defaticante
  • infine, ma non meno importante, è fondamentale osservare i giusti periodi di riposo senza sottovalutare i piú piccoli dolori che possano insorgere.

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