Piede piatto: di cosa si tratta?

da Redazione Iunoy,

PIEDE PIATTO: UN’INTRODUZIONE

In questa sede, tratteremo una delle patologie più conosciute dei piedi: il piede piatto.

L’importanza del piede è elevata e sono molti gli aspetti che andrebbero trattai sull’argomento. Si tratta di un organo complesso, composto da 28 ossa, nonché numerose articolazioni e muscoli.

Limitiamoci col dire che due dei suoi compiti principali sono quelli di scaricare il peso al suolo e permetterci di mantenere l’equilibrio, adattandosi a tutte le superfici e facendoci muovere praticamente in tutte le condizioni.

Il piede garantisce la sua massima funzionalità quando ce ne prendiamo cura in modo corretto. Tuttavia, in alcuni casi possono subentrare delle anomalie (oltre a quella del piede piatto):

Venendo a noi, viene definito piede piatto quello stato in cui si è verificata una riduzione dell’arco plantare, determinando così un aumento della superficie d’appoggio della pianta del piede (non c’è quel classico incavo tipico di un piede con arco plantare normale).

In pratica, sono saltati i rapporti anatomici del piede.

In condizioni naturali, la superficie d’appoggio del piede si localizza in tre punti:

  1. la testa del primo metatarso
  2. le teste del quarto e quinto metatarso
  3. la tuberosità calcaneare

Quindi, non è formata dall’intera superficie plantare, ma da alcune zone della pianta del piede.

La congiunzione di queste tre posizioni forma le volte o archi plantari::

  • una trasversale (anteriore)
  • due longitudinali (mediale e laterale)

L’appiattimento della volta longitudinale mediale può essere la conseguenza del cedimento di queste strutture (una o più), e così facendo si viene a creare una irregolarità nella distribuzione del nostro peso.

Da qui, si alterano i rapporti anatomici di cui sopra, ovvero la relazione tra le diverse componenti ossee.

Il risultato finale sono patologie degenerative e in alcuni casi particolarmente dolorose.

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PIEDE PIATTO: QUALI SONO LE CAUSE?

Cominciamo col dire che l’appiattimento dell’arco plantare può avere diverse forme cliniche. Classifichiamole in:

  • Forme acquisite
  • Post-traumatiche
  • Date dalla disfunzione del tibiale posteriore
  • Attribuite all’evoluzione del piede lasso infantile
  • Reumatiche
  • Neurologiche
  • E infine, congenite

Ci sono poi forme di piattismo funzionale, ovvero conseguenti ad altre patologie causate da

  • Utilizzo di calzature sbagliate
  • Frequente postura scorretta
  • Malattie neurologie
  • Obesità e sovrappeso
  • Debolezza muscolare
  • Invecchiamento

Nei bambini, si possono riconoscere generalmente due forme di piede piatto:

  1. Piede lasso infantile: si ha quando lo sviluppo muscolare del piede non coincide con l’età del bambino
  2. Piede piatto genetico evolutivo: si tratta di una deformità che, col tempo, progredisce e può divenire invalidante. Di solito si accompagna al valgismo del calcagno (il calcagno tende verso l’esterno) e/o allo scivolamento mediale dell’arco interno (il piede tende verso l’interno, nella sua zona dorsale e centrale) con medializzazione dell’astragalo
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Mentre nel primo caso un’adeguata fisioterapia e l’utilizzo dei plantari possono essere sufficienti a ripristinare le normali condizioni anatomiche del piede, nel secondo caso,  l’unica soluzione è un intervento chirurgico.

 

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PIEDE PIATTO: QUALI SONO I SINTOMI?

Inizialmente, il piede piatto è di solito asintomatico (cioè non da dolore) ed è per questo che viene spesso sottovalutato. È solo grazie ai difetti di postura che ci si rende conto del problema.

Dopo un po’ di tempo, si avvertono dolori ai piedi, in particolare nella zona che interessa il tallone o l’arco plantare. A volte, si può gonfiare la caviglia, nella parte interiore, e provocare fastidio.

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PIEDE PIATTO: DIAGNOSI

Il modo per rilevare la presenza di un piede piatto è attraverso un esame baropodometrico, seguito da un podogramma. Così facendo, si riesce a rilevare il piattismo analizzando l’impronta del piede.

Il piede piatto può essere rilevato già intorno ai 3-4 anni di età, specie se in famiglia ci sono altri casi conclamati. Per questo, è bene tenere la situazione monitorata se si hanno figli.

In età adulta, invece, è più probabile che ci si verifichi un collasso della volta plantare. In tal caso, sarà bene valutare le cause che hanno portato il piede a degenerare in questa patologie.

Le due categorie di considerazioni da fare sono:

  • Evoluzione di un piede piatto congenito non trattato (piede piatto flessibile, dell’adulto)
  • Piede piatto causato dalla disfunzione del muscolo tibiale posteriore (o fratture, lacerazioni tendinee, etc..)

Qualora si avvertissero delle disfunzioni del piede (es. difetti di postura), è bene rivolgersi ad uno specialista. Gli esami che potrebbe prescrivere, oltre a quanto citato sopra:

  • Radiografia
  • TAC
  • Ecografia
  • Risonanza magnetica

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PIEDE PIATTO: QUALI SONO I RIMEDI?

Nei casi in cui non si avvertissero i sintomi da piede piatto, non è chiaramente necessario seguire nessuna terapia. Nei casi in cui si rilevasse, invece, lo stato patologico (ricordiamo: rivolgendosi agli opportuni specialisti), le terapie generalmente da seguire sono:

  • Mantenere un peso corporeo stabile
  • Indossare delle scarpe adatte
  • Ma soprattutto dei plantari
  • Ed effettuare un adeguato stretching

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