Lesioni muscolari: classificazione, cause, cura e prevenzione

da Redazione Iunoy,

Le lesioni muscolari incidono per una percentuale che varia tra il 10% e il 50% di tutti i traumi di carattere sportivo, ciò significa che sono particolarmente frequenti tra gli atleti.

Molto in breve, lo strappo muscolare (o lesione, appunto) consiste nella rottura di una parte o di tutte le fibre del muscolo. Questa, può essere parziale o completa.

Quali sono le cause?

Ci sono diversi fattori che possono portare a una lesione muscolare, e possono essere esterni o interni.

Tra i fattori esterni ricordiamo principalmente una temperatura troppo bassa o un terreno di gioco che presenta irregolarità.

Sul fronte interno, può trattarsi di:

  • Muscolo già lesionato
  • Elasticità ridotta
  • Scarso riscaldamento pre-allenamento o gara, o scarso allenamento in generale
  • Squilibri muscolari
  • Fatica causata da un carico eccessivo sui muscoli, a cui fa seguito un periodo di recupero troppo breve

Tra le cause minori ci sono:

  • la mancanza di sali minerali
  • pessima esecuzione del gesto atletico
  • scarsa coordinazione.

Classificazione delle lesioni muscolari

Lo strappo muscolare può avere luogo a seguito di due tipologie di evento.

1)Trauma diretto

 

Lesioni muscolari: cause, cura e prevenzione

Nel caso di un trauma diretto, si ha una situazione in cui, per esempio, due avversari si scontrano e dallo scontro si produce la lesione muscolare. Sono casistiche molto frequenti in sport come il calcio, il basket o il rugby.

Il danno provocato è tanto maggiore quanto più il muscolo è contratto.

Può andare dalla semplice contusione fino alla vera e proprio rottura muscolare, e ciò dipende dalla violenza del trauma e dal livello di contrazione del muscolo.

I muscoli maggiormente coinvolti dal trauma diretto sono il deltoide, il quadricipite e i gemelli.

Le lesioni muscolari provocate possono essere distinte in base a 3 livelli di gravità:

  • Grado lieve
  • Grado moderato
  • Grado severo

2)Trauma indiretto

Si hanno invece lesioni muscolari da trauma indiretto nei casi in cui non è una forza esterna ad agire, ma il muscolo, sottoposto a uno stiramento troppo rapido, non riesce ad allungarsi con la stessa velocità.

Per dare l’idea, è la situazione in cui si da un calcio a vuoto al pallone e la gamba ‘vola via’. In questo caso specifico, si potrebbe lesionare il muscolo flessore della gamba, quindi il bicipite femorale, semimebranoso e semitendinoso.

In generale, i muscoli più colpiti sono il bicipite brachiale (muscoli del braccio) e gli ischiocrurali (muscoli posteriori della coscia).

Le lesioni muscolari da trauma indiretto possono essere classificate – basandosi su criteri di ordine anamnestico, sintomatologico e anatomo-patologico – in:

  Contrattura

Si tratta di uno stato involontario, che provoca un aumento del tono muscolare, in cui il muscolo non è in grado di allungarsi come dovrebbe.

Normalmente, la contrattura si palesa dopo un breve periodo dalla fine dell’attività sportiva e può prolungarsi per qualche giorno. Essendo il primo stadio, non produce lesioni muscolari vere e proprie.

Altre motivazioni per la sua comparsa possono essere:

  • l’assenza di un adeguato riscaldamento pre-allenamento o gara,
  • disturbi posturali o anatomici
  • tensione emotiva.

Nel caso di un eventuale controllo, grazie all’esame obiettivo sarò possibile verificare in modo rapido questa patologia, rinvenibile sia alla pressopalpazione, la quale rileverà il muscolo contratto, sia per la presenza di sintomi tipici, descritti sopra.

Se di contrattura si tratta, il consiglio è di sospendere qualunque attività fisica poiché si corre il rischio di amplificare il danno, fino ad arrivare all’elongazione o alla lacerazione del muscolo.

Tra le forme di prevenzione, ricordiamo di fare esercizi di stretching, che possono anche aiutare in una fase di recupero, o massaggi professionali, che aiutano a distendere il muscolo.

    Stiramento muscolare

Si ha quando si provoca un’elongazione delle fibre muscolari e si colloca tra la contrattura e lo strappo. I sintomi sono un dolore improvviso e acuto.

Si interviene con un periodo di riposo e l’applicazione del ghiaccio sull’area interessata. In aggiunta, un bendaggio e l’utilizzo di antiinfiammatori sull’area compromessa (es. creme gel), che possono aiutare a velocizzare il recupero.

  • Strappo di I grado – se interessa meno del 5% delle fibreLesioni muscolari: cause, cura e prevenzione
  • Strappo di II grado – se si rompono sia le fibre che i fascicoli muscolari
  • Strappo di III grado – se riguarda interamente, o in misura importante, tutto il muscolo

Lo strappo, come sopra anticipato, si può manifestare con diversi livelli di gravità. In tutti i casi, si tratta di una rottura parziale o totale di un muscolo.

Al verificarsi di uno strappo, ciò che segue è la formazione di un ematoma equivalente alle dimensioni dello strappo stesso. Nelle situazioni da III grado, si genera una depressione circoscritta all’area del trauma.

Purtroppo, il recupero da uno strappo muscolare è seguito dall’emergere di una cicatrice che può compromettere l’elasticità del muscolo, nonché la sua funzionalità. Vien da sé che, data la gravità dell’evento, è necessario rivolgersi a un medico specialista il quale possa intervenire chirurgicamente per suturare la lesione.

Il recupero prevede il riposo e una cura antiinfiammatoria.

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Cause delle lesioni muscolari da trauma diretto e indiretto

In entrambe le circostanze – lesioni muscolari da trauma diretto e lesioni muscolari da trauma indiretto – possono essere identificati alcuni fattori che predispongono i muscoli al danno di cui stiamo parlando.

1- Ci sono fattori intrinseci:

  • Scarso allenamento
  • Muscoli affaticati
  • Squilibrio tra muscoli agonisti e antagonisti
  • Età dell’individuo

2- E fattori estrinseci, quali:

  • Condizioni climatiche (es. freddo eccessivo)
  • Condizioni ambientali (es. terreno ghiacciato o irregolare)

A fronte di una lesione muscolare, ciò che si verifica è la formazione di un ematoma poiché il tessuto muscolare è iper-vascolarizzato. Tale ematome può essere di due tipi:

  • Intermuscolare: ovvero si diffonde negli spazi interfasciali e interstiziali, se la fascia muscolare è lacerata. In tal caso, non si verifica un aumento della pressione all’interno del muscolo
  • Intramuscolare: l’ematoma è contenuto da una fascia muscolare non lacerata, quindi intatta, e la conseguenza è dolore abbinato a un’impotenza muscolare
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Diagnosi e cura delle lesioni muscolari

È attraverso l’ecografia muscolo-tendinea che si riesce a stabilire lo stato preciso della situazione patologica, la sua area e relative dimensioni. Sempre attraverso l’ecografia si può seguirne l’evoluzione e la guarigione della stessa.

In rari casi, si effettua la risonanza magnetica.

Nel caso degli sportivi, dove il muscolo è piuttosto sviluppato, può risultare difficile rilevare le lesioni che si sono manifestate in profondità.

In tali casi, l’esame si basa sull’ananmesi, ovvero lo specialista cercherà di capire quando è comparso il dolore, qual è il fastidio che la persona avverte (diffuso o locale?) e la sensazione che ha durante la palpazione.

Il suggerimento che ti diamo è quello di non sottovalutare i sintomi descritti sopra, e di non confondere una situazione che potrebbe essere già grave o degenerare, senza un’adeguata preventiva auto-analisi.

Il modo migliore per farla consiste nell’avere un approccio pessimistico al problema, non sminuendo nessun sintomo, e mettersi a riposo se vi sono allarmi sospetti.

L’incuria e la sottovaluzione del problema possono portare a situazioni gravi e in alcuni casi irrecuperabili.

La cura passa per il riposo e gli antinfiammatori, se si tratta di contrattura, a cui è consigliabile affiancare un buon fisioterapista se si tratta di elongazione.

Negli ultimi anni, si è diffuso il trattamento denominato kinesio-taping, per intervenire sulle contratture. Consiste nell’applicazione di cerotti o bende elastiche sulla pelle allo scopo di ridurre i sintomi e migliorare la funzionalità dei muscoli.

Se la circostanza è invece uno strappo vero e proprio, allora è il caso di rivolgersi immediatamente a uno specialista.

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