Ipertensione arteriosa: colpisce il 20% degli adulti

da Redazione Iunoy,

IPERTENSIONE ARTERIOSA: INTRODUZIONE

Partiamo col dire che l’ipertensione arteriosa è una delle patologie più diffuse nei paesi industrializzati. Un tempo, prevalentemente in Europa e nelle Americhe. Oggi, anche nei paesi Asiatici.

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Lo stato ipertensivo è una condizione (costante, quindi non temporanea) in cui vi è un’elevata pressione del sangue nelle arterie, causata da due fattori:

  • Quantità di sangue pompata dal cuore
  • Resistenza delle arterie al flusso del sangue

La pressione sanguigna indica la forza con cui il sangue (pompato dal cuore) preme contro le pareti delle arterie.

Non si tratta di una malattia, ma di un fattore di rischio, ovvero un elemento che aumenta la probabilità che si verifichino certe malattie cardiovascolari. Per questo, è bene prevenirla in modo da limitare gli eventuali danni che può provocare.

La malattia ipertensiva riduce le aspettative di vita dei pazienti affetti poiché grava sugli organi vitali: cervello, cuore, retina, vasi arteriosi e rene.

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Alcune definizioni:
  • Ipertensione sistolica: quando solo la pressione massima è aumentata
  • Ipertensione diastolica: quando sono alterati i valori della pressione minima
  • Ipertensione sisto-diastolica: quando entrambi i valori sono alterati verso l’alto

Alcuni dati  sull’ipertensione:

  • Colpisce il 20% della popolazione adulta, rappresentando uno dei maggiori problemi clinici dei nostri tempi
  • Sono oltre 10 milioni gli Italiani che ne soffrono, e più del 50% di questi lo ignora completamente, per poi scoprirlo durante controlli di routine o per altre patologie, trascinandosi il problema, a volte, per anni
  • Tra i soggetti che presentano il problema, solo il 25% riesce a riportare la propria pressione alla normalità e a monitorarla in modo costante

Non è facile da curare, proprio perché richiede la volontà del malato a seguire le indicazioni del medico e spesso, chi ne soffre, sottovaluta la questione.

Possiamo dire che una persona è ipertesa quando:

  • la pressione arteriosa minima (o ipertensione diastolica) supera in modo continuo il valore di 90 mmHg
  • la pressione massima (o ipertensione sistolica) supera in modo continuo il valore di 140 mmHg

Come vedi, sono valori molto al di sopra di quelli ritenuti standard. Per la massima, i valori accettabili oscillano tra i 110 e 120 mmHg.

Tuttavia, bisogna considerare che i valori “normali” possono variare in funzione della giornata e delle attività svolte, nonché in funzione dell’età.

L’ipertensione può provocare conseguenze quali:

  • Coronaropatie
  • Insufficienza renale
  • Colpi apoplettici
  • Insufficienza cardiaca
  • E altre patologie più o meno gravi

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IPERTENSIONE ARTERIOSA: CAUSE

L’ipertensione può essere classificata in due modi:

  • Ipertensione primaria (o essenziale)
  • Ipertensione secondaria

La prima tipologia riguarda circa il 95% della popolazione che soffre di uno stato ipertensivo. Per questa, non esiste una causa precisa, identificabile e curabile.

E, in base agli studi condotti, si è rilevato che aumenta con il passare degli anni. Si suppone che l’ipertensione primaria possa essere indotta da:

  • Genetica
  • Abitudini alimentari e sovrappeso
  • Diabete
  • Sedentarietà
  • Squilibri ormonali
  • Insufficienza di potassio
  • Insufficienza di vitamina D
  • Stress
  • Fumo

ipertensione-cause-sintomi-cura-fumo-sigaretteL’ipertensione secondaria riguarda il restante 5% dei soggetti e le cause sono circoscrivibili a patologie ben precise. Le cause più comuni del suo insorgere sono:

  • Problemi renali
  • Tumori delle ghiandole surrenali
  • Alcune malformazioni cardiache congenite

Questa forma, a differenza della prima che colpisce maggiormente gli anziani, può riguardare anche soggetti giovani e spesso si caratterizza per valori di pressione più alti e più difficilmente controllabili coni farmaci.

In alcuni casi, l’aumento dei valori è imputabile all’uso (o abuso) di:

  • Liquirizia
  • Spray nasali (decongestionanti)
  • Cortisone
  • Pillola anticoncezionale
  • Cocaina e amfetamine

IPERTENSIONE ARTERIOSA: QUALI SONO I SINTOMI?

Generalmente, l’insorgere dell’ipertensione è asintomatico. Il soggetto che ne soffre non avverte particolari disturbi. È questo il motivo per cui ci si rende conto del problema, spesso, in maniera casuale.

Per fortuna, le conseguenze insorgono dopo qualche anno, all’incirca 10 prima che il sistema cardiocircolatorio ne dia evidenza. Per quanto riguarda i danni a livello cerebrale, invece, ne devono passare circa 20 da quando la patologia si è manifestata.

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I sintomi più comuni abbinati alla pressione alta sono:

  • Mal di testa (specie in ore mattutine)
  • Giramenti di testa e vertigini
  • Naso che sanguina (epistassi) senza apparente motivo e più del solito
  • Alterazione della vista
  • Ronzii nelle orecchie (acufeni, tinniti)

ipotensione-cause-sintomi-rimediAlcuni di questi sintomi sono comuni alla sensazione di svenimento (o sincope), alla lipotimia e all’astenia.

Si tratta tuttavia di elementi che non sono evidenti fino a che il problema non è in uno stadio avanzato, addirittura pericoloso per la vita del paziente.

Nei casi di ipertensione secondaria, ai sintomi aspecifici (indicati sopra) possono associarsene altri, più specifici, indotti dalla malattia di base.

IPERTENSIONE ARTERIOSA: DIAGNOSI

Il solo modo di diagnosticare per tempo l’ipertensione arteriosa è quello di effettuare misurazioni periodiche della pressione.

Fare una diagnosi precoce significa prevenire i danni ad essa legata e, quindi, malattie cardiovascolari anche invalidanti.

Successivamente, è utile sottoporsi ad alcuni esami che permettono di capire se l’ipertensione ha già danneggiato i vasi, il cuore, i reni. In questo modo, il medico potrà stabilire la migliore cura.

I pericoli di una mancata diagnosi per tempo sono:

  • Danni alle arterie
  • Aneurisma
  • Insufficienza cardiaca
  • Ostruzione o rottura di un vaso sanguigno cerebrale
  • Indebolimento e restringimento dei vasi sanguigni dei reni
  • Ispessimento, restringimento o rottura dei vasi sanguigni degli occhi
  • Sindrome metabolica
  • Disturbi cognitivi

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IPERTENSIONE ARTERIOSA: TERAPIA

La cura dell’ipertensione arteriosa non può prescindere da cambiamenti nello stile di vita, anche quando si assumono farmaci.

Da un punto di vista comportamentale, i suggerimenti sono:

  • Una dieta povera di sodio
  • Limitazion dei grassi saturi (grassi animali come burro, insaccati, carni grasse, latticini ecc.) a favore di quelli monoinsaturi e polinsaturi (olio di oliva, olio di semi, pesce ecc.)
  • Controllo del peso corporeo
  • Eliminazione delle sigarette (e fumo in generale)
  • Riduzione del consumo di alcolici
  • Attività fisica costante (anche 30 minuti al giorno di cyclette possono bastare)

Se questi accorgimenti non fossero sufficienti a far rientrare la pressione in uno stato di normalità, è allora probabile che il medico integrerà (e non sostituirà!) alle indicazioni sopra dei farmaci.

I più diffusi sono:

  • Calcio antagonisti
  • Diuretici
  • Inibitori del sistema renina-angiotesina
  • Vasodilatatori ad azione diretta
  • Simpaticolitici – inibitori adrenergici
  • Farmaci per l’emergenza ipertensiva

In linea generale, tutti i farmaci producono i loro effetti su un periodo di tempo che va dalle 2 alle 6 settimane.

Di solito vanno assunti per molto tempo, in alcuni casi anche per tutta la vita. I controlli regolari dal medico sono essenziali per capire se il farmaco è efficace o meno.

Se nonostante la modifica delle abitudine comportamentali e l’assunzione di farmaci, non dovessi veder diminuire la pressione arteriosa, può darsi tu sia affetto da ipertensione resistente. Si chiama così perché resiste alla terapia.

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IPERTENSIONE ARTERIOSA: PREVENZIONE

La dieta e l’attività fisica sono gli approcci migliori per diminuire la pressione. Tuttavia, tra i rimedi naturali, possiamo annoverare anche alcuni integratori quali:

  • Aglio
  • Cacaco
  • Olio di fegato di merluzzo
  • Piantaggine argentata
  • Coenzima Q10
  • Omega 3
  • Acido alfa linolenico

Sappi che alcuni integratori possono interagire con i farmaci provocando effetti collaterali pericolosi, quindi è sempre meglio consultarsi con un medico specialista prima di assumerli.

C’è chi sceglie di affidarsi alle tecniche di rilassamento ormai comuni anche in Occidente:

  • Yoga
  • Tecniche di respirazione
  • Etc..

Gli effetti non sono di lungo periodo, ma possono contribuire a un approccio olistico al problema.

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