Fascite plantare: scopri di cosa si tratta e come curarla

da Redazione Iunoy,

FASCITE PLANTARE: INTRODUZIONE

Con il termine fascite plantare si indica uno stato infiammatorio della cosiddetta fascia plantare, cioè quel cordone fibroso che dalla zona mediale del calcagno si estende fino all’inizio delle dita del piede.

La fascia plantare si compone di tre parti – esterna, interna ed intermedia – e svolge un ruolo fondamentale nella trasmissione dell’energia del tricipite surale alle dita del piede.

La fascite plantare può presentarsi in due forme:

  • a livello di calcagno, e in questo caso prende il nome di fascite plantare prossimale;
  • oppure a livello del medio piede, e in questa circostanza prende il nome di fascite plantare distale.

È un disturbo molto comune tra chi pratica sport, in particolare running, ma si presenta con regolarità anche tra chi pratica calcio, rugby, danza, atletica leggera e, più comunemente, in tutte quelle attività sportive in cui i piedi sono soggetti a frequenti impatti (salto o corsa).

Questo poiché nella fase di appoggio, che sia per la camminata, corsa o salto, la fascia plantare (descritta sopra) si estende in modo significativo, specialmente nella sua inserzione calcaneare (sotto il calcagno).

FASCITE PLANTARE: VEDIAMO LE CAUSE

Come anticipato sopra, la fascite plantare si presenta quando il piede è soggetto a uno stress eccessivo e ripetuto. In particolare, la fascia plantare è posta a sovraccarico. È questo, infatti, che ne provoca l’infiammazione.

In genere, possiamo identificare due tipologie di cause:

  • Cause bio-meccaniche dirette: è il caso di una postura errata, dove la fascia muscolare posteriore crea tensione della fascia plantare; oppure, un altro caso, è l’eccessiva pronazione del piede (quando si cammina sulla parte interna del piede)
  • Cause bio-meccaniche indirette: in questa seconda classe rientrano, per esempio:
    • i piedi piatti o cavi
    • la rigidità del tendine di Achille
    • l’uso di scarpe non adeguate (eccessivamente larghe o strette, morbide o rigide)
    • il sovrappesso o addirittura l’obesità
    • l’esecuzione sbagliata degli allenamenti in particolare correre in maniera non corretta
    • contrattura o debolezza di certi muscoli della gamba (polpaccio, peroneo, tibiale posteriore, estensori delle dita del piede)

Nella maggior parte dei casi, la fascite plantare colpisce un solo piede.

FASCITE PLANTARE: ECCCO I SINTOMI 

I sintomi con cui la fascite plantare si presenta possono essere diversi.

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Il dolore da essa causato è descritto come “migratorio”, ovvero può presentarsi al centro del tallone; in altri, si manifesta al centro del piede e si irradia alle dita; in altri ancora risale addirittura fino alla parte posteriore della gamba generando un fastidio diffuso.

Si tratta di un dolore che può essere caratterizzata da elevata intensità, tanto da non permettere la corsa o anche, a volte, una semplice camminata.

In alcuni casi, invece, si presenta in maniera blanda.

Qualunque sia l’intensità del dolore, è bene non sottovalutarlo, specie perché la fascite plantare non è una patologia in grado di regredire naturalmente e, se non si interviene, è capace di protrarsi per lungo tempo.

Quanto all modalità di insorgenza, la fascite plantare può presentarsi in forma acuta fin dal principio, per esempio a seguito di uno sforzo intenso, ai limiti delle proprie possibilità; oppure può manifestarsi in maniera progressiva.

Attraverso un’ecografia si può mostrare l’ipersollecitazione della fascia plantare, e questo lo si vede attraverso il rilevamento di una spina calcaneare.

FASCITE PLANTARE: TERAPIE PIÙ COMUNI

Il primo suggerimento è il riposo iniziale per controllare l’infiammazione, evitando che aumenti di gravità.

In genere, se ci rende conto che si è affetti da fascite plantare, e il dolore è ai limiti della sopportabilità, è sicuramente indicato farsi vedere da un medico specialista.

Di solito, le cure prescritte sono:

  • Riposo
  • Stretching mirato
  • Utilizzo di ghiaccio
  • Uso di tutori notturni
  • Esercizi che possano aiutarti nella postura, nel caso ne avessi bisogno
  • Farmaci antinfiammatori, per ridurre l’infiammazione e, quindi, il dolore
  • Tecarterapia in alcuni casi
  • Verifica delle calzature e sostituzione se non vanno bene
  • Manovre osteopatiche, così da ripristinare la corretta postura e meccanica del piede

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