Ernia addominale: di cosa si tratta

da Redazione Iunoy,

L’ernia addominale consiste nella fuoriuscita di un viscere intestinale o parte di esso dalla sua sede naturale generalmente a causa della debolezza dei muscoli e delle fasce dell’addome oppure di un’apertura naturale come l’ombelico o altri canali.

Si tratta di un problema abbastanza frequente e interessa circa il 5% della popolazione.

L’ernia può essere a livello

  • ombelicale: è un’erniazione addominale che si sviluppa in corrispondenza della cicatrice ombelicale. L’ernia ombelicale è tipica dei bambini, ma può colpire anche gli adulti e gli anziani.
  • epigastrico : quando l’ernia è localizzata sopra l’ombelico.
  • inguinale: un’erniazione addominale che si sviluppa in corrispondenza della cicatrice ombelicale. L’ernia ombelicale si manifesta maggiormente nei bambini e neonati e in questo caso tende a regredire spontaneamente nell’arco di alcuni mesi senza intervenire con la chirurgia. In caso contrario invece viene sottoposta a chirurgia per evitare il rischio di complicanze.  

   Può tuttavia colpire anche gli adulti e gli anziani in cui è causata da un aumento della pressione intra addominale a causa di ascite, cirrosi,       gravidanze, sforzi estremi, o neoplasie

  • crurale: (La regione crurale è localizzata più in basso rispetto alla piega inguinale) questa forma di ernia addominale è la conseguenza di un eccessivo indebolimento della fascia ileo-pubica, a sua volta dovuto a gravidanza o sforzi fisici estremi. Colpisce maggiormente le donne a partire dai 30 anni e tende a degenerare più facilmente in ernia strozzata o incarcerata
  • otturatoria: un tipo di ernia che interessa la zona pelvica, piuttosto rara che causa problemi di occlusione intestinale.

In base alla loro posizione si possono distinguere inoltre due tipi di ernie:

  • interne – quando lo spostamento del viscere avviene all’interno del corpo, pertanto dall’esterno non si nota alcuna protuberanza ( come ernia al disco o ernia inguinale)
  • esterne – quando i visceri, infilandosi tra le diverse strutture che formano la parete addominale, si spingono verso l’esterno diventando evidente (come l’ernia addominale, appunto)

Quali sono le cause dell’ernia della parete addominale?

Le ernie si manifestano quando il viscere e il peritoneo, la sottile membrana che separa gli organi interni tra di loro e la parete addominale, si infilano nei canali o nelle smagliature delle pareti.

Questo può implicare un costringimento dei visceri in una posizione innaturale, che in alcuni casi può causare uno strozzamento (vedi complicazioni dell’ernia addominale). Con il passare del tempo le dimensioni dell’ernia tendono ad aumentare.

Alcuni tipi di ernie possono avere cause congenite, ovvero essere presenti dalla nascita quando la parete addominale ha avuto uno sviluppo anomalo. È il caso delle ernie inguinali e ombelicali.

In altri casi le ernie sono normalmente dovute ad uno sforzo eccessivo o debolezza e la loro insorgenza è favorita da fattori quali:

  • sovrappeso/obesità
  • progressivo invecchiamento e rilassamento dei muscoli che sostengono l’addome
  • alterazioni dell’anatomia addominale, per traumi, lesioni e sforzi
  • violenti colpi di tosse e difficolta’ respiratorie
  • gravidanza, in particolare gravidanze multiple
  • stipsi
  • ascite
  • attività lavorativa pesante
  • età
  • patologie metaboliche con anomalie del collagene
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Ernia addominale - IUNOY Magazine

Quali sono i sintomi dell’ernia della parete addominale?

Dipendendo dalle cause e dai fattori che la predispongono l’ernia addominale può  sorgere senza presentare alcun disturbo.

Tuttavia generalmente provoca la seguente sintomatologia:

  • fastidio o dolore, che può essere intenso se l’ernia è strozzata. In caso di un intenso sforzo fisico o se si mantiene una posizione eretta per un lungo periodo, oppure in presenza di sforzi addominali intensi quali tosse, starnuti o durante la defecazione, questi sintomi possono aumentare e a volte irradiarsi alla gamba
  • gonfiore
  • tumefazione
  • difficoltà della digestione
  • dolore gastrico

Come prevenire l’ernia della parete addominale?

Quando l’ernia  è di natura congenita non esistono strategie specifiche per la prevenzione dell’ernia addominale. Negli altri casi esistono norme comportamentali che ne riducono i rischi e sono:

  • evitare di andare in sovrappeso
  • evitare sforzi fisici prolungati e improvvisi e attività pesanti.
  • effettuare un esercizio fisico costante e lieve soprattutto rivolto a mantenere un buon tono muscolare della parete addominale.

Diagnosi

Per la diagnosi è sufficiente una visita medica e l’osservazione del tipico gonfiore.

Trattamenti

Riportiamo differenti casistiche:

  • Nel caso delle ernie ombelicali nel neonato, possono regredire spontaneamente dopo i primi anni di vita, senza necessità di intervento.
  • In alcuni casi l’ernia è riducibile, grazie a una manovra del medico che la spinge verso l’interno nella cavità addominale
  • Nel resto dei casi le ernie vengono trattate chirurgicamente per ridurre il rischio di complicazioni come l’ernia strozzata e l’ernia incarcerata

Trattamento chirurgico

Esistono due tipi di procedure chirurgiche, per entrambe è necessaria l’anestesia generale.

  • La procedura tradizionale consente di ricollocare il viscere nella sua sede naturale dell’addome e, generalmente, si posiziona una rete di materiale sintetico il cui scopo è quello di rinforzare la parete in cui si era verificato il cedimento dei tessuti.
  • La seconda soluzione prevede l’utilizzo della laparoscopia, un trattamento mini-invasivo, per accedere alla cavità peritoneale e quindi per visualizzare “dall’interno” la zona di cedimento fasciale. Consiste nell’introdurre nella cavita’ addominale una telecamera e strumenti chirurgici e la telecamera attraverso 3 o 4 piccole incisioni addominali.

Complicazioni

Una complicazione dell’ernia addominale è lo strozzamento. Si verifica quando il viscere intestinale che si protende verso l’esterno e forma l’ernia  viene stretto dai legamenti e dai muscoli o dal restringimento del canale in cui si è infilato. In questi casi è necessario un intervento chirurgico per evitare i rischi, anche gravi, di questa condizione come il ristagno di materiale nell’intestino strozzato o la gangrena con la perdita di vitalità dei tessuti compressi.

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