Dolore alle costole: da cosa può dipendere?

da Redazione Iunoy,

Il dolore alle costole (destra o a sinistra), o intercostale, può essere molto fastidioso e in alcuni casi coinvolge anche la schiena. Si manifesta come sensazione dolorosa tra una costola e l’altra.

Può presentarsi a intermittenza o in maniera continua, e spesso ci spaventa perché si pensa ad una problematica grave, come per esempio un tumore.

In molti casi, però, i fattori scatenanti sono altri. Per esempio, può trattarsi di disturbi muscolari, nervosi od osteo-cartilaginei.

Il dolore intercostale tende a peggiorare quando il paziente respira profondamente, tossisce, starnutisce, compie dei movimenti di torsione con il torace o preme la zona anatomica dolente.

Giusto per presentare il contesto in cui questo dolore si manifesta, è bene ricordare che la gabbia toracica è quella struttura scheletrica posta nella parte superiore del corpo umano, tra collo e diaframma, che serve a proteggere i nostri organi vitali (cuore e i polmoni) e importanti vasi sanguigni (aorta, vene cave ecc).

La cassa toracica comprende:

  • Posteriormente, le 12 vertebre toraciche;
  • Latero-anteriormente, 12 paia di costole (o coste);
  • Anteriormente, le cartilagini costali e un osso chiamato sterno.

Ogni paio di costole è connesso a una delle 12 vertebre toraciche. Nella loro estremità anteriore, le costole si articolano con le cartilagini costali. Lo spazio presente tra le costole sovrapposte prende il nome di spazio intercostale.

Nello spazio intercostale ci sono:

  • i cosiddetti muscoli intercostali, i quali hanno un ruolo fondamentale nell’espansione della gabbia toracica, durante gli atti respiratori
  • e numerose terminazioni nervose (nervi intercostali), vasi sanguigni arteriosi e vasi sanguigni venosi

 

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[LEGGI ANCHE: Dolore al fianco destro / Dolore al fianco sinistro]

Dolore alle costole: quali sono le cause?

Le cause del dolore alle costole possono essere diverse. Tra le principali:

La sensazione dolorosa varia per intensità o durata in funzione delle condizioni scatenanti. Ed anche da queste dipende, quindi, la terapia che verrà suggerita dal medico.

I soggetti a maggior rischio di dolore alle costole sono:

  • Anziani
  • Soggetti con ernia al disco
  • Atleti (spesso subiscono infortuni)
  • Fumatori (perché tossiscono spesso con violenza)
  • Individui con malattie polmonari croniche (come sopra, soggetti a tosse forte e frequente)
Leggi anche:   Dolore ai reni: da cosa dipende e perché non va sottovalutato

 

Dolore alle costole: cause, sintomi e possibili rimedi

Dolore alle costole: diagnosi

È opportuno rivolgersi al Medico per un consulto specialistico qualora la sensazione di dolore fosse intensa, duratura e affiancata da altri indizi sospetti. Questo perché tra le cause di dolore alle costole ci sono anche situazioni morbose di grave entità.

Solo una diagnosi adeguata dei fattori scatenanti può permettere al Medico di prescrivere la terapia corretta. Compito dei Medici, infatti, è quello di risalire alle cause che determinano il dolore alle costole valutando anche altri sintomi o segnali associati a questi.

Gli esami che vengono condotti son due:

  • Esame obiettivo, ovvero la visita del Medico che valuta la presenza di segni particolari sul paziente (es. ematomi, gonfiore, etc.)
  • Esami strumentali, quali:

 

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Dolore alle costole: terapia

I rimedi per il dolore alle costole variano, ovviamente, in corrispondenza dei fattori che lo hanno causato; si cura quindi la malattia che sta alla base del fastidio.

A livello generale, i Medici suggeriscono di evitare quei movimenti che possono acuire la sensazione di dolore, e di assumere dei farmaci antinfiammatori e analgesici.

Inoltre: evitare di fumare, non fare sforzi eccessivi, proteggersi adeguatamente durante le attività sportive, usare la cintura di sicurezza alla guida dell’auto, etc.

Nella situazione di frattura o incrinatura di una o più costole, bisogna assolutamente stare a riposo e, se possibile, assumere degli antidolorifici. Durante le ore notturne è consigliata una posizione semi-seduta, per sostenere l’atto respiratorio.

I tempi di recupero sono di circa 25-30 giorni.

Nei casi di dorsalgia, è consigliata la fisioterapia strumentale che, mediante l’applicazione di tecniche di riposizionamento articolare e di manipolazione miofasciale, può ripristinare la salute del paziente.

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