Dolore addominale: ecco di cosa si tratta

da Redazione Iunoy,

Il dolore addominale è una sorta di allarme trasmesso dal nostro organismo per segnalarci che si è verificato un danno a un tessuto o a un organo. È un dolore di tipo locale, per l’appunto concentrato sull’addome.

Nella vita quotidiana, non siamo pienamente consapevoli circa le azioni e le funzioni dei nostri organi interni, tuttavia il nostro organismo interviene molto prima, in caso di “squilibri”, inviandoci segnali di allarme.

Non appena si verifica una disfuzione, infatti, il cervello riceve dei messaggi che spesso si traducono in sintomi quali il dolore, la nausea, il vomito, la stanchezza, e via dicendo. È così che diveniamo consapevoli di un disagio in corso nel nostro corpo.

Il dolore addominale è uno di questi segnali, e può avere numerose cause all’origine.

Dolore addominale: le cause

Le cause del dolore addominale sono davvero molte.

Lo stesso può nascere in qualunque struttura dell’addome o della sua parete, e le sensazioni di disagio che riguardano altre zone – per esempio il torace, la schiena o la zona pelvica – possono essere percepite come dolori di tipo addominale.

È infatti possibile che persone con problematiche localizzate al di fuori dell’addome avvertano un dolore addominale.

Per esempio, chi ha subito un infarto o coloro che soffrono di polmonite.

Detto ciò, andiamo a vedere quali sono le cause più frequenti del dolore addominale, suddividendole per categorie:

Innanzitutto, ci sono cause che non hanno origine nell’addome.

  • Embolia polmonare (trombi nei polmoni)
  • Infarto miocardico (infarto)
  • Polmonite (infezione ai polmoni)
  • Pleurite (irritazione della membrano che avvolge i polmoni)

Per quanto riguarda i dolori che interessano l’addome o la cassa toracica:

  • Irritazione dei nervi (neuropatia)
  • Cicatrici
  • Lesioni (strappi muscolari, traumi di una certa gravità)
  • Costocondrite (infiammazione delle cartilagini delle costole)
  • Fuoco di Sant’Antonio (un’infezione da Herpes zoster)
  • Ernia (protrusione di strutture all’interno della parete addominale)

Relativamente ai disturbi infiammatori dell’addome superiore, abbiamo:

  • Esofagite (reflusso gastroesofageo)
  • Colecistite (infiammazione della cistifellea)
  • Epatite (infezione / infiammazione del fegato)
  • Colite (infezione / infiammazione del colon)
  • Pancreatite (infiammazione del Pancreas)
  • Gastrite ( irritazione delle pareti dello stomaco)
  • Ulcera (gastrica o duodenale)
  • Calcoli della colecisti (calcoli che attraversano il dotto biliare)

A livello di disturbi funzionali dell’addome:

  • Intolleranza al lattosio
  • Celiachia
  • Disfuzione dello sfintere di Oddi (disagio che interessa la valvola del dotto biliare)
  • Dispepsia (disagio e dolore che si ha dopo i pasti, non imputabile all’ulcera)
  • Sindrome del colon irritabile (dolore a connesso ai disturbi intestinali)

Può anche trattarsi di tumori nella parte alta dell’addome:

  • Linfoma (tumore delle cellule del sistema immunitario)
  • Tumore allo stomaco
  • Tumore al pancreas
  • Epatoma (tumore del fegato)
  • Colangiocarcinoma (tumore della cistifellea o del dotto biliare)

Problemi a livello vascolare:

  • Aneurisma dell’aorta addominale (rigonfiamento dell’arteria principale dell’addome)
  • Insufficienza vascolare mesenterica (blocco delle arterie o delle vene mesenteriche)

Disturbi infiammatori nella parte inferiore o centrale, addominale:

  • Ostruzioni intestinali o diarrea. Nonostante si tratti di problemi diametralmente opposti sono entrambi cause di dolori addominali che possono durare parecchio tempo se non si interviene
  • Tumore
  • Aderenze (cicatrici dovute a un intervento chirurgico oppure a un’infiammazione)
  • Tumore
  • Infiammazione
  • Intossicazioni alimentari: il crampo addominale è la prima manifestazione dell’intossicazione alimentare ed è seguita da vomito e/o diarrea che è una reazione dell’organismo per liberarsi delle tossine ingerite. Sebbene in genere non risultino pericolose, in alcuni casi possono invece causare un pericolo per l’organismo, quando il sintomo è persistente e prolungato ed accompagnato da febbre. In questo caso è assolutamente indispensabile consultare un medico
  • Colite (infezione / infiammazione del colon)- meglio conosciuta come sindrome del colon irritabile, un disturbo piuttosto diffuso che colpisce il 15% della popoloazione, associato a crampi, gonfiore addominale, vomito e diarrea.
  • Appendicite – è un’infiammazione piuttosto grave che riguarda l’appendice e  che si manifesta proprio attraverso crampi addominali molto dolorosi, accompagnati da vomito e diarrea. Se non si interviene tempestivamente può degenerare in peritonite o in un ascesso. Le contrazioni dolorose possono essere localizzate in diversi punti dell’addome a seconda dell’individuo ed e’ spesso difficile diagnosticarla immediatamente. Per curare l’appendicite è necessario l’intervento chirurgico.
  • Tumore al colon
  • Enterite (infezione dell’intestino tenue – morbo di Crohn)
  • Diverticolite (infiammazione dei diverticoli, ovvero delle micro sacche che si formano all’interno del colon)
  • un calcolo biliare è un deposito di colesterolo, calcio e bilirubina che si trova nella cistifellea o nel dotto biliare comune. I calcoli possono provocare un grave dolore addominale superiore che s’irradia alla schiena o alla spalla destra. Altri sintomi possono essere ittero, tachicardia, flatulenza ed eruttazione

Problemi a carico dell’apparato urinario:

  • Infezioni (reni o vescica)
  • Tumore al rene o alla vescica
  • Calcoli renali

Fastidi di carattere ginecologico:

I classici dolori mestruali sono in disturbo piu’ comune a livello ginecologico, molto soggettivi sia nella durata che nell’intensità.

Leggi anche:   Dolore al fianco sinistro: ecco di cosa si tratta

Per quanto innocui sono molto fastidiosi e in certi casi costringono al riposo forzato.

Le contrazioni muscolari sono originate dal ricambio del tessuto uterino, lo sforzo necessario per espellere il vecchio endometrio insieme a particelle sanguigne si manifesta in maniera piuttosto dolorosa e produce il tipico mal di pancia.

Esistono tuttavia patologie medice più complesse che richiedono un intervento medico quali:

  • Fibroma uterino
  • Tumore maligno dell’utero o del collo dell’utero
  • Gravidanza ectopatica
  • Infezione delle tube (salpingite)
  • Cisti ovariche o tumore dell’ovaio
  • Aderenze
  • Endometriosi

Quindi, come si evince, le cause possono essere davvero molte. Il dolore addominale è un efficiente campanello di allarme messo a punto dall’evoluzione, che deve permetterci di capire quando è il caso di fare una visita medica specialistica.

 

Dolore addominale: cause, sintomi e rimedi

 

Dolore addominale: i sintomi

È importante quindi rendersi conto di quando è necessario agire.

In generale, il classico “mal di pancia” non è una condizione normale, ciononostante non bisogna allarmarsi subito.

[LEGGI ANCHE: Dolore al fianco destro / Dolore al fianco sinistro)

Se lo stesso diventa cronico, o il dolore addominale aumenta, allora è il caso di informare il proprio medico per capire se c’è qualcosa di cui preoccuparsi.

Nel caso il dolore fosse insopportabile e il medico di famiglia non disponibile (magari avviene di notte), è bene presentarsi al Pronto Soccorso.

Quanto ai sintomi correlati, ti suggeriamo di valutare anche la presenza dei seguenti:

  • Nausea e/o vomito
  • Ittero (una colorazione giallastra della pelle)
  • Eccessivo gonfiore della pancia
  • Emottisi (vomito che contiene tracce di sangue)
  • Sangue nelle feci
  • Costipazione costante
  • Febbre
  • Diarrea

 

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Dolore addominale: la diagnosi

Certamente, il profilo e lo storico del paziente possono aiutare il medico ad individuare prima la causa del problema.

Sia le peculiarità del dolore (se forte, discreto, o produce crampi; genera bruciore, torsione o presenta un dolore penetrante), sia il momento in cui si presenta, sono indicazioni importanti per una corretta diagnosi.

Volendo fare un elenco delle basi diagnostiche, è importante considerare:

  • Quanto il dolore si espande dall’addome ad altre zone del nostro corpo
  • La sua associazione con altri sintomi (es. la pelle è di colore giallastro; presenza di nausea; vomito; etc.)
  • La sua durata nonché ricorrenza (ogni quanto si presenta?)

Dal punto di vista della visita medica, si prendono in considerazioni i seguenti aspetti:

  • Sangue nelle feci
  • Gonfiore addominale
  • Distensione addominale
  • Masse palpabili
  • Presenza o meno di rumori
  • Zone di estensione del dolore

In base a questi elementi, il Medico avrà già materiale sufficiente per comprendere la natura del problema. Tuttavia, nei casi meno comprensibili, potrà richiedere specifici accertamenti per andare a fondo nel problema.

I più ricorrenti sono:

  • Esame delle urine (urinocoltura, misurazione delle caratteristiche fisiche delle sostanze chimiche nelle urine) e delle feci (per cercare: sangue o pus, grassi, germi patogeni)
  • Radiografie addominali
  • Endoscopia
  • Esame del sangue (emocromo, esami ematochimici, esami sierologici)

Esami che indagano l’interno dell’organismo, invece:

  • Risonanza nucleare
  • Sonografia
  • Risonanza magnetica
  • TAC
  • Esami con solfato di bario (sostanza visibile  nelle radiografie)
  • Endoscopia
  • Gastroscopia
  • Colangiopancreatografia endoscopica retrograda (ERCP)
  • Ecografia endoscopica (EUS).
  • Endoscopia capsulare

Come potete notare, si tratta di numerose possibilità di ricerca, basata su tecnologie all’avanguardia, anche se nella maggior parte dei casi il mal di pancia (leggi anche: dolore al basso ventre) può essere indagato già nelle prime fasi di analisi, quindi grazie alle visite di routine.

 

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Dolore addominale: le cure

Non è appena si è compresa l’origine del problema, il medico provvede a indicare la terapia più adeguata.

Lo scopo dei farmaci è generalmente quello di ridurre un’infiammazione in corso o modificare il funzionamento di un organo, cosicché si riduca il dolore addominale.

In tal caso, possono essere adottati farmaci analgesici come l’aspirina o l’ibruprofene, che però non devono essere usati se la natura del problema non è chiara, date le controindicazioni che riportano.

Un’altra strada percorribile è lavorare sulla percezione del dolore, modificando il modo in cui il midollo spinale e il cervello elaborano i segnali dati dall’organismo.

È questo il caso in cui vengono prescritti gli antidepressivi (esempio: amitriptilina o tradozone).

Nei casi più estremi, può rendersi necessario un intervento chirurgico.

Per esempio, quando il dolore è determinato da una coleciste (infiammazione della cistifellea), di solito si asporta la cistifellea (nome dell’intervento: colecistectomia).

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